martedì, Settembre 28, 2021

MIA, Museo Immersivo e Archeologico

Taglio del nastro qualche giorno fa, presso il Palazzo Baronale di Avella in occasione dell’inaugurazione del MIA – Museo Immersivo Archeologico alla presenza di Domenico Biancardi, Sindaco di Avella e Presidente della Provincia di Avellino e Francesca Casule, Soprintendente ABAP di Salerno e Avellino.

“Il MIA – ha sottolineato il Presidente Biancardi – giocherà un ruolo di primo piano per Sistema Irpinia. Siamo orgogliosi del lavoro realizzato. E non possiamo nascondere l’emozione per il traguardo che abbiamo tagliato. Avella custodisce uno scrigno di tesori che va assolutamente visitato. Ora si aggiunge il Museo Immersivo e Archeologico che costituisce un fiore all’occhiello per la comunità locale e per l’intera provincia di Avellino”.

L’inaugurazione del MIA costituisce, nello stesso tempo, il primo evento di portata storico culturale nazionale, oltreché regionale e provinciale, nell’ambito del piano di valorizzazione territoriale denominato Sistema Irpinia, sviluppato da Almaviva, società italiana leader nell’innovazione digitale, e candidato lo scorso 26 maggio dal Presidente della Provincia di Avellino Domenico Biancardi come buona prassi amministrativa al premio “EPSA – European Public Sector Awards 2021” e al premio “P.A. sostenibile e resiliente 2021”.

Obiettivo della piattaforma Sistema Irpinia, infatti, nata su scala provinciale ma replicabile su base regionale e nazionale in quanto unica nel suo genere, è quello di rafforzare l’identità socio- economica, storico-artistica e patrimoniale dei territori avellinesi. L’infrastruttura digitale interattiva risulta in grado di promuovere il territorio attraverso la messa a sistema dei 118 Comuni della Provincia, declinati e distribuiti su 29 distretti ognuno dei quali abilitato a interagire con la domanda turistica grazie a Infopoint gestiti, ciascuno, da 2 operatori turistici gestiti da Fondazione ITS BACT (Istituto Tecnico Superiore per Tecnologie Innovative per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo) riconosciuta da MIUR e Regione Campania per erogare istruzione terziaria superiore post-diploma. La piattaforma a regime sarà arricchita anche da una struttura redazionale per diventare quanto più possibile sensibile alle esigenze turistico-culturali dei visitatori.

Il museo si snoda lungo un percorso scandito da 9 sale + sala educational in grado di offrire esperienze di immersione coinvolgenti ad angolo di 360 gradi nella storia di Avella, l’Abella romana passata sotto la protezione dei Romani nel 399 a.C., grazie alle nuove tecnologie messe in campo da ETT per valorizzarne il patrimonio culturale portando alla luce aspetti finora rimasti oscurati dal tempo.

Giovanni Verreschi, ad di ETT S.p.A., ha dichiarato: “Nonostante ETT abbia una lunga tradizione nella realizzazione di allestimenti museali a elevata intensità esperienziale, ci sentiamo di dire che il MIA di Avella costituisce uno degli esempi più riusciti che ci fa capire come la tecnologia non solo supporta lo studio della storia, ma ne sia al tempo stesso fattore di valorizzazione. Grazie ad essa, infatti, vengono portati alla luce aspetti finora rimasti oscuri. L’oggettivazione dei fatti a più angolazioni e analizzati da punti di vista differenti, messi in connessione simultanea, sta affermandosi come metodo conoscitivo innovativo che può mettere in relazione discipline di studio diverse come archeologia, storia o approccio geografico”- ha concluso Verreschi.

Dall’età del rame e del bronzo (2000 a.C.), alla colonizzazione greca, fino all’età romana e all’epoca moderna attraverso il medioevo, il Museo si sviluppa e si snoda, sulla base delle nuove tecnologie sfruttate da ETT, lungo un percorso multimediale caratterizzato da proiezioni, suggestioni grafiche, quadri parlanti e postazioni di Realtà Virtuale per raccontare la storia della città famosa per la nux avellana, il frutto del nocciolo che in spagnolo è appunto chiamato avellana.

La narrazione della storia di Avella si intreccia con gli eventi di stampo internazionale per contestualizzare l’evoluzione del territorio irpino. Postazioni educational dedicate al pubblico non vedente e ipovedente completano l’experience.

Grazie alle tecniche immersive, coniugate con una profonda conoscenza della storia del territorio, è stato possibile produrre per il pubblico la possibilità di immedesimarsi con eventi e protagonisti dalle diverse epoche, tematizzate in ciascuna delle 9 sale del percorso studiato per il visitatore.
La sala 00 fornisce l’opportunità di venire a contatto con l’evoluzione topografica della città dalla preistoria alla contemporaneità mentre la sala 0, presentando la storia di Avella per macro-epoche, è propedeutica alla visita vera e propria del Museo, che inizia propriamente con la Sala 1. Qui, infatti, vengono tematizzate le origini e i primi insediamenti ma è solo nella 2 che la Abella romana viene prototipata da una parete riportante il grafico del Decumano Maior e altre narrazioni illustrate con la tecnica del videomapping.

La Sala 3 sviluppa il periodo medievale di Avella focalizzandosi sulla storia di San Michele Arcangelo e la grotta di San Michele, sede di un profondo culto micaelico. Sala 4, invece, è improntata alle vicende quattrocentesche della famiglia De Avella e della leggenda del principe persiano Cofrao e Bersiglia. L’intervallo ‘500 – 800, con l’avvicendarsi dei proprietari del Palazzo Baronale, è il tema della Sala 5, narrata dal vivo dalle voci, interpretate da attori, di Girolamo Colonna, Pietro Antonio Spinelli, Ottavio Cataneo, Carlo Doria e Livia Colonna.

La narrazione prosegue (Sala 6) con l’800 narrato da attori in greenscreen, tecnica fotografica/cinematografica usata per sovrapporre due immagini o video differenti, visualizzati da monitor. A partire da questa Sala, naturalmente, la storia avellana si incrocia con quella italiana e europea tanto da coinvolgere i nobili del territorio come José María Álvarez de Toledo y Palafox Gonzaga e Ferdinando Alvarez de Toledo y Acuña, Camillo Benso conte di Cavour, Guglielmo Pepe, Matilde Serao, papa Pio IX e Giovan Pietro Vieusseux.

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